INFINITI RITARDI

INFINITI RITARDI

Presto un’azione collettiva e un dibattito pubblico, qui a Monopoli, per condividere le migliori idee sul riuso dell’ospedale San Giacomo.

Lo diciamo da tempo.

A volte le iniziative pubbliche stentano a decollare per la cattiva volontà o per l’incapacità politica di chi le gestisce mentre, in alcuni casi, esistono opere pubbliche sacrosante che, quando stentano a decollare, possono offrire l’occasione di riflettere sulla loro ubicazione e magari comprendere quanto sia oggettivamente sbagliata.

È indiscutibile il merito dell’ex assessora Ilaria Morga e della locale sezione del Rotary Club per aver sollevato, 5 anni fa, l’assoluta necessità di un Centro di neuropsichiatria infantile a Monopoli, così come è innegabile l’interessamento politico del consigliere regionale Fabiano Amati.

Il punto per il Movimento Manisporche è un altro e lo ha più volte ribadito: non è corretto continuare a utilizzare edifici pubblici, nati per altre destinazioni e tuttora funzionanti come tali, per inserirvi nuove opere pubbliche, eliminando ingiustificatamente le precedenti.

È già accaduto con il laboratorio urbano di Musica d’Attracco: da Centro musicale, sperimentale e giovanile, a Sede provvisoria dei Vigili del Fuoco.

Una riconversione che ha mandato in fumo anni di iniziative avviate dal primo gestore, insieme ai circa 100mila euro di attrezzature, accantonate e disperse in vari luoghi. Per non parlare dei costi di adattamento del fabbricato alla destinazione provvisoria e quelli che saranno necessari per ridestinarla ad altro, quando finalmente la caserma avrà la sua sede definitiva.

Com’è quindi possibile che un’opera pubblica, importante come il Centro di neuropsichiatria infantile, sia ubicato in un edificio nato per essere Centro di aggregazione di un quartiere popolare e che stava svolgendo tale funzione da oltre 20 anni? Perché non attendere che si liberino gli abbondantissimi spazi presenti nell’ospedale San Giacomo?

L’ottima equipe di neuropsichiatria infantile, che opera a beneficio di tanti minori, qualora fossero usati gli spazi del San Giacomo, con la semplice eliminazione del muro di confine con il parco di Lama Belvedere, potrebbe acquisire un prezioso rapporto con il verde circostante.

Cogliamo questo tempo per una riflessione propizia.

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