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Congiunture negative, tra guerre e povertร , costituiscono un terreno fertile per le destre che, con la propaganda, spadroneggiano in quella base elettorale che sempre meno va alle urne.
Noi che di destra non siamo e che siamo dichiaratamente antifascisti non possiamo abbassare la voce e sentiamo lโurgenza di sostenere i diritti, nel vecchio continente tanto minacciati e pericolanti.
Lโappuntamento elettorale dei prossimi 8 e 9 giugno deve vederci grandemente partecipi. Una rilettura del Manifesto di Ventotene puรฒ ancora insegnarci come fare politica e come preparare quelle vie che ci facciano sentire cittadini europei e poi cittadini del mondo.
Votare lโ8 e 9 giugno, e fare in modo che si superi quella soglia minima del 4%, significa poter affermare la propria idea sui numerosi interessi economici che toccano la vita di ognuno di noi.
La moneta unica, la produzione agroalimentare, la questione climatica, le innovazioni tecnologiche, lโemigrazione della forza lavoro intellettuale non possono lasciarci indifferenti e, se dovessimo essere ancora scettici, guardiamo ai britannici pentiti di aver votato favorevolmente la Brexit e oggi desiderosi di rientrare in Europa.
UnโEuropa unita e progressista significa avere una voce forte nei confronti della Nato, incline, in un crescendo piuttosto prevedibile, a una risposta diretta e armata contro la Russia di Putin.
Se a giugno registrassimo la vittoria della Le Pen e della Meloni, il nuovo Parlamento europeo avrebbe grosse difficoltร ad arginare un Consiglio a maggioranza reazionaria.
La nostra responsabilitร รจ davvero grande e non riguarda solo il futuro dellโItalia e degli italiani, ma dellโesistenza dellโEuropa sognata e voluta da Altiero Spinelli.
๐๐ฎ๐ซ๐จ๐ฉ๐๐ข, ๐ฎ๐ง๐ ๐๐ฎ๐จ๐ง๐ ๐ฏ๐จ๐ฅ๐ญ๐, ๐๐จ๐๐๐ข๐๐ฆ๐จ ๐๐๐๐ข๐๐๐ซ๐๐ข ๐ ๐๐ฌ๐ฌ๐๐ซ๐.